Open to life - ArchiElements - ISPLORA

Teaser Open to life



È gradevole girare una maniglia che brilla per le migliaia di mani che hanno aperto la porta prima di noi; il chiaro luccichio di un uso senza tempo è divenuto immagine di ospitalità e benvenuto. La maniglia della porta è la stretta di mano dell’edificio. La sensazione tattile che ci lega al tempo e alla tradizione: attraverso quel tocco, stringiamo la mano di innumerevoli generazioni

- Gli occhi della pelle. L'architettura e i sensi. J. Pallasmaa, 2015

Da un oggetto semplice come la maniglia e da un elemento strumentale come la porta prende forma una narrazione a trecentosessanta gradi intorno al tema della soglia nelle sue molteplici declinazioni, dalla scala urbana a quella del dettaglio. Un racconto tramite le voci di progettisti come gli architetti e progettisti Tomas Ghisellini e Stefano Piraccini che si snoda tra composizione architettonica e letteratura, tra microcosmi domestici e filosofia, tra realtà e progettazione sostenibile. 

La lezione esplora l’elemento di apertura in tutte le sue sfaccettature, narrandone l’evoluzione dalla porta di Micene alle splendide architetture gotiche, dall’enfilade tipica delle residenze occidentali barocche all’impercettibilità dei shoji giapponesi, analizzando nel profondo la relazione tra percezione dell’abitare e progettazione al dettaglio. Gestualità e tipologie si integrano alle diverse soluzioni progettuali in cui la porta si configura al variare delle culture, della rilevanza formale, delle funzioni d’uso e del valore simbolico che assume.

Un elemento archetipico – spesso considerato secondario o semplicemente strumentale, se preso in esame in rapporto alla complessità di un’architettura, che costituisce il primo contatto con chi entra in spazi urbani e di progetto. Un elemento archetipico fonte di riflessione e dibattito, dal “catalogo” effettuato da Sebastiano Serlio nel suo Libro Extraoridnario, alla Golden Door di Louis Sullivan a Chicago o la Grande Porta di Olbrich a Darmstadt, che derivano il proprio carattere simbolico dalle cornici e dagli elementi artistici che le definiscono. Un elemento archetipico che si racconta nelle “porte di casa” delle Siedlungen di Bruno Taut, ma anche negli ingressi di Casa Batlló di Antoni Gaudí – un continuo dialogo tra materia, luce e colore – e del Grândola Meeting Center di Aires Mateus, in una composizione di pieni e vuoti. 

Le aperture diventano sinonimo di ricerca di un sistema compositivo – raccontato dall’architetto Tomas Ghisellini – all’interno del microcosmo domestico di Loft A. Un caso studio significativo per mostrare come una soluzione tecnologica semplice possa mutare di forma e a sua volta possa trasformare la percezione e la composizione dello spazio in cui si inserisce. L’intervento, infatti, riscrive completamente l’articolazione degli spazi esistenti miscelando i due ambienti sovrapposti in una soluzione labirintica composta di superfici mobili, opache, lucide o traslucide autonome, richiamando a sé linee e volumi puri in grado di assegnare di volta in volta agli spazi differenti percentuali di permeabilità visiva

Tra opacità e trasparenze, la lezione racconta le esperienze percettive dell’abitare e come esse si integrino nei contesti tramite grandi aperture, rendendo diretto il rapporto tra interno ed esterno, tra spazio domestico e realtà urbana. Con la voce dell’architetto Stefano Piraccini, fondatore e partner dello studio Piraccini+Potnente Architettura, la descrizione di ampie vetrate che si arricchiscono di elevate caratteristiche tecnologiche adatte alla progettazione contemporanea di edifici passivi, sostenibili ed energeticamente performanti, come accade nel progetto Casa Studio Passivehouse.

Il progetto consiste nella ristrutturazione di un edificio esistente mediante il protocollo internazionale Passive House, dimostrando come sia possibile raggiungere le prestazioni energetiche di una casa passiva non solo in nuove costruzioni isolate, tipologia che rappresenta la quasi totalità delle Passive House costruite ad oggi, ma anche in aggregati urbani dell’edilizia storica o delle prime estensioni delle nostre città. Una sperimentazione effettuata su tutti i materiali di finitura e su soluzioni tecnologiche innovative, che rendono l’edificio passivo nonostante la presenza di grandi superfici vetrate.

Dalla soglia al limite, dal microcosmo domestico giapponese all’architettura modernista americana, l’elemento archetipico della porta racconta di sé in svariati campi della progettazione e dell’arte, dal sacro all’iniziazione, vestendosi di significati, tecnologie e materiali differenti. Un excursus approfondito sulle tecnologie esistenti in relazione con le certificazioni UNI EN 1634-1:2009 per le soluzioni REI 30 e REI 60, per la resistenza al fuoco, l’isolamento termico e acustico, e uno sguardo progettuale, compositivo e tecnologico alle soluzioni del futuro.

Obiettivi formativi

  • La lezione approfondisce gli aspetti progettuali, compositivi e tecnologici di differenti tipologie di aperture, analizzando criticamente le diverse soluzioni in relazione ai diversi contesti storici e contemporanei in cui trovano luogo, alle scale del progetto, da quella urbana a quella del singolo dettaglio, attraverso casi studio specifici e riferimenti emblematici.
  • La lezione affronta in maniera multidisciplinare gli aspetti tecnologici e progettuali di un elemento archetipico, approfondendone da un lato gli aspetti percettivi e spaziali, dall’altro le risposte energetiche, tecnologiche e prestazionali che permettono di raggiungere i più elevati standard compositivi per le soluzioni passive per l’architettura. Un excursus sulle tecnologie esistenti in relazione con le certificazioni e le norme UNI-EN, per le soluzioni REI 30 e REI 60, per la resistenza al fuoco, l’isolamento termico e acustico.

  • La lezione analizza i risvolti della ricerca e dell’innovazione sul tema in due contesti-studio specifici, raccontando tramite la voce dei fondatori degli studi di architettura Tomas Ghisellini Architetti e Piraccini+Potente Architettura le possibilità espresse da una soluzione tecnologica mutevole e adattabile a situazioni differenti di interni e di limite tra interno ed esterno, in una progettazione che segue i canoni del protocollo internazionale Passive House.
  • A partire dal singolo elemento “porta”, la lezione illustra le fasi storiche e i principi tecnologici e materici legati all’elemento archetipico, tanto da analizzarne le caratteristiche significative, gli standard ed i nuovi parametri prestazionali, le tecnologie e le finiture artistico-compositive che hanno espresso l'evoluzione del singolo elemento dalla storia ad oggi.

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