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MAP studio “Architetto italiano 2018”

Architetti

In occasione della Festa dell’Architetto il CNAPPC premia gli architetti e le architetture italiane.

Consegnati a Venezia, all’interno della “Festa dell’Architetto 2018”, i premi “Architetto italiano” e “Giovane Talento dell’Architettura Italiana”, oltre alle menzioni d’onore per diversi progetti di architettura. Così come per l’American Institute of Architects e per il Royal Institute of British Architects anche il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC) con la rete degli Ordini territoriali ha selezionato i progettisti e le architetture che più si sono distinte nel panorama italiano.

In particolare, la giuria del premio era presieduta dall’architetto francese Dominique Perrault, dall’architetto e designer Ilaria Marelli, da Emilio Caravatti dello studio caravatti_caravatti (vincitore del Premio Architetto Italiano 2017), da Elisabetta Gabrielli (vincitrice del Premio Giovane Talento dell’Architettura Italiana 2017), dalla consigliera CNAPPC Alessandra Ferrari e da Paolo Raffetto, Presidente dell’Ordine degli Architetti PPC della provincia di Genova. Un compito difficile quella di giuria, anche in relazione alle oltre 400 candidature pervenute, che ha portato ad assegnare i riconoscimenti più importanti a MAP studio e al collettivo Orizzontale

La sesta edizione della Festa dell’Architetto, dopo la precedente edizione ospitata all’interno del MAXXI di Roma, quest’anno ha avuto luogo a Ca’ Giustinian, nella sede della Biennale di Venezia e durante gli ultimi giorni della Mostra internazionale di architettura. L’iniziativa è nata nel 2013 per volere del CNAPPC, a novant’anni dalla fondazione dell’ordine professionale, come affermato dalla consigliera Alessandra Ferrari si tratta di “un momento di condivisione e di riflessione sull’architettura e sul lavoro degli architetti: celebrarla significa ridare la giusta visibilità al valore della trasformazione del territorio attraverso progetti di qualità”.

Uno strumento di promozione della qualità progettuale degli architetti italiani, dunque, un modo innovativo di guardare al territorio per selezionare le proposte maggiormente innovative e attente al nostro territorio.

Il premio “Architetto dell’anno”, sostenuto dal CNAPPC, si identifica come uno strumento per la promozione e per la riflessione sull’architettura italiana di qualità.

Proprio lungo questa prospettiva si può leggere il premio di “Architetto italiano 2018” a MAP studio, Magnani Pelzel Associated Architects, per la pensilina dei tram di Piazzale Roma a Venezia. Lo studio, fondato nel 2004 dagli architetti Francesco Magnani e Traudy Pelzel, ha sede nel centro storico di Venezia e da anni si occupa di progettazione architettonica e rinnovamento urbano, trasformazione di edifici esistenti, interior design e allestimenti. L’intera produzione è sviluppata partendo dalle specifiche del sito, del programma e del cliente, così anche per la pensilina dei tram di Piazzale Roma.



La pensilina è situata uno spazio complesso, caratterizzato da uno sviluppo incrementale e dalla presenza di elementi funzionali; il progetto – come affermato dallo stesso studio:

“riconosce l’incapacità del luogo di fornire e definire un elemento organizzativo, proponendo non solo un progetto caratterizzato dalla dimensione orizzontale, ma un elemento in grado di individuare anche uno spazio di attesa, attraverso il design di un volume apparentemente sospeso, una specie di stanza all'aperto”.*



L’architettura di MAP ha l’obiettivo di fornire una copertura alla nuova piattaforma per la fermata del tram, per farlo utilizza un prisma lungo 32,50 metri che poggia a terra in un unico punto. Il prisma è svuotato al suo interno al fine di contenere gli elementi tecnologici, mentre all’esterno è coperto da una lastra di acciaio colore antracite che fa da contraltare alla brillantezza dell’interno. In questo modo, calata la luce del giorno, l'elemento definisce un ambiente molto luminoso in grado di guidare i flussi degli utenti e fornendo una nuova immagine alla linea tramviaria Mestre-Venezia.

Il progetto "8 ½" di Orizzontale

Discorso simile è quello che accompagna la scelta del progetto 8 ½ di Orizzontale, il collettivo con sede a Roma, che si è aggiudicato il premio “Giovane talento dell’architettura italiana 2018”. Anche in questo caso ad essere premiata è un’architettura minuta e rispettosa, un progetto che si adatta al contesto in cui si sviluppa. L’opera temporanea “8 ½”, un chiaro riferimento felliniano, è stata presentata dai suoi autori come un “teatro mobile, portatile, una macchina per abitare lo spazio pubblico. È una riflessione sulla doppia natura dello spazio pubblico, in quanto spazio della privacy e delle relazioni elettive ma anche intrinsecamente territorio dell’evento e dello spettacolo.”

Il progetto è il risultato del concorso internazionale Young Architects Program 2014, indetto dal MAXXI e dal MoMA, che aveva visto il collettivo di Orizzontale avere la meglio. L’allestimento, costruito in 4 settimane, si costruiva attorno al corpo a corpo con l’esterno dell’architettura museale progettata da Zaha Hadid e si sviluppava attraverso due elementi: la parete e l’arena. La prima era destinata ad essere il frons scenae degli spettacoli, un elemento alto otto metri e mezzo e costruito con telai modulari in legno ricoperti da fusti di birra artigianali recuperati. Mentre l’arena era costituita da quattro “oggetti relazionali” e da una copertura leggera in teli connessa alla parete e sorretta da una struttura articolata in blocchi.

Oltre ai due progetti di Orizzontale e di MAP studio, la giuria del premio CNAPPC ha poi riconosciuto quattro menzioni d’onore: una per le opere di nuova costruzione andata alle “Sei case in linea” di Mascazzini e Guarnieri, un’altra per le opere di restauro e recupero aggiudicatasi da Bergmeisterwolf Architekten per la Cantina Hotel Pacherhof, una menzione per gli allestimenti e gli interni dall’allestimento di B&B Italia (The Perfect Density) di Migliore+Servetto Architects e, infine, l’opera di design individuata nel progetto “Archetipo” dello studio ARIS Architects.   


*the project recognizes the lack to provide and define an organizational element, not only characterized by the horizontal size but able to define also a waiting space, through the design of an apparently suspended volume, a sort of outdoor room.   Immagini: ©Alessandra Bello, su gentile concessione di MAP studio  

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