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Una "scatola dei giochi" per lo studio fotografico

Progetti

Quarta & Armando progettano a Shanghai uno spazio flessibile attraverso un’infrastruttura lineare

Nella città di Shanghai una delle tendenze contemporanee è quella della fotografia ritrattistica, un vero e proprio fenomeno che identifica non solo una moda, immagini da postare online sui social media, ma anche – e soprattutto – professionisti e spazi destinati agli studi fotografici. Barefoot Portraits è uno di questi, o meglio, è qualcosa di più: è un luogo in cui i ricordi sono cristallizzati per il futuro – un futuro luminoso, aperto e pieno di possibilità – anche grazie alla recente progettazione degli spazi da parte dello studio Quarta & Armando Architecture Design Research.

Barefoot Portraits e la "scenografia" della vita



Lo studio degli architetti italiani Gianmaria Quarta e Michele Armando, con sede a Shanghai, ha immaginato una nuova casa per Barefoot Portraits: uno spazio più grande e flessibile in cui ospitare le attrezzature, le attività e i clienti.

L’architetto Armando ha affermato: 

I ritratti sono una cosa molto importante in Cina, così come la fotografia di matrimonio. Se pensate alle molte interazioni che sussistono fra social media e reale, non è una sorpresa che le persone siano disposte a investire in ciò che condivideranno online, rendendo il 2D più importante che mai. Così, lungo questa prospettiva, Barefoot diventerà il background ideale per fermare i momenti felici delle persone, il luogo dove immortalare una famiglia o un momento speciale. 

In linea con l'approccio di Barefoot, basato su qualità ed efficienza, l'intero spazio è progettato attorno a un singolo elemento: una parete attrezzata lunga ventiquattro metri che separa spazio di lavoro e spazio di accoglienza. In realtà, lo spazio è trattato come un open space dove l’unico elemento di divisione e distribuzione è una scatola allungata, un percorso che attraversa gli ambienti e le funzioni. Un “grande armadio”: un “toy box”, che sin dall’inizio del progetto ha avuto come compito quello di collocarsi fra architettura e arredamento, diventando un’infrastruttura.

Il "Toy Box" proposto da Quarta & Armando

Alla base della proposta di Quarta e Armando si allude, con il nome “toy box”, alla sfera del divertimento e del gioco, come era già capitato in altri progetti dello Studio, come il bar brasiliano Barraco. Nascosti nello spessore di questa "scatola dei giocattoli" troviamo tutti gli ambienti funzionali allo studio fotografico: dalla reception alle sale del trucco, dagli spogliatoi agli spazi per il magazzino. Un’infrastruttura lineare dove riporre le attrezzature, giochi e costumi, il luogo dove parlare e fare una pausa.



Tutte le funzioni necessarie allo studio vengono così raccolte all’interno del 20% dell’intera superficie di 285 mq, lasciando così la restante parte del locale all’attore principale del progetto: allo studio fotografico e agli attori che qui arrivano per farsi riprendere.

Ritratti di persone, famiglie e bambini che in Barefoot si accompagnano al ritratto proposto dall’architettura di Quarta e Armando attraverso un progetto flessibile e pragmatico, divertente e leggero nel linguaggio, un mosaico di materiali e trame che definisce lo spazio del lavoro ponendo l’accento sull’idea di un laboratorio e di un grande spazio per sperimentare

Esperimenti materici, dove il “toy box” diventa un unico blocco ligneo dalla larghezza di 1m, realizzato in osb, con superfici in sughero per i rivestimenti interni ed elementi semi-trasparenti in policarbonato. Un armadio lungo 24 metri che per accentuare la sua funzione non tocca il soffitto, rimanendo staccato da questo e al contempo organizzando lo spazio intorno.



Una conformazione flessibile, in linea con le richieste della committenza, che gioca e diverte pur mantenendo bassi i costi del progetto. Flessibilità data anche dall’assenza di veri e propri elementi di chiusura, così come potrebbero essere le porte, che sono state sostituite con tende da doccia in pvc lattiginoso, nuovi elementi che identificano delle soglie morbide.

Tutt’intorno gli altri materiali servono a rafforzare l’idea dell’infrastruttura del “toy box”, dalle pareti intonacate di bianco alle resine chiare a pavimento. Barefoot si struttura così come un palcoscenico, un luogo per le “interazioni infinite”, scatti e persone, immagini e architettura.



Dati del Progetto

  • Design: Quarta & Armando Architecture Design Research
  • Design Team: Gianmaria Quarta, Michele Armando, Gu Tao
  • Client: Barefoot Portraits Location (complete address): 715 Aomen Road, Shanghai (China)
  • Built area: 285 sqm

Fotografie di Peter Dixie, LOTAN

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