Botter e Bressan: la sala polivalente di Agordo - ISPLORA
Studio Botter + Studio Bressan sala polivalente agordo foto di Emanuele Bressan isplora magazine

Segni di un equilibrio nel paesaggio

Progetti

Botter e Bressan progettano una sala polivalente per Agordo, guardando al paesaggio e alle richieste della comunità attraverso tetti a falda e strutture lignee

Percorrendo la conca segnata dal Torrente Cordevole, circondati dalle cime delle Dolomiti Bellunesi, si incontra l’abitato di AgordoSe da un lato fanno da padrone gli stabilimenti industriali della Luxottica, dall’altro si trova il piccolo abitato di Agordo, separati da un asse viario e da uno d’acqua. Poco fuori dall’abitato, in una striscia verde, si colloca la nuova sala polivalente progettata dallo Studio Botter e dallo Studio Bressan

Il contesto, il dialogo e la reinterpretazione



Un edificio leggibile a diverse velocità, che si inserisce nel panorama e al contempo restituisce un rapporto con il contesto limitrofo, reinterpretando il linguaggio delle vette attraverso la linea spezzata della coperturaUn volume che diventa un segno iconico per il territorio, sia formale: sviluppandosi al di sotto di un tetto a falde reiterate lungo l’asse nord-sud, e sia funzionale: con l’obiettivo di ospitare diverse attività e servizi per la comunità e per le realtà produttive della zona, inserendosi all’interno di percorsi e di servizi pubblici.

I riferimenti, la struttura e la copertura



I riferimenti per il nuovo complesso polivalente progettato da Botter e Bresson derivano dalle tipiche costruzioni rurali delle vallate Agordine (tabià), caratterizzate da strutture a telaio in legno dotate di elementi obliqui di irrigidimento. La struttura portante in legno evidenzia una sequenza di elementi verticali alternati a puntoni obliqui che disegnano la facciata e irrigidiscono la struttura, mentre la copertura in travi in legno lamellare porta ad una luce libera di quasi cinquanta metri, estendendo lo spazio interno oltre i cento metri nel lato lungo dell’edificio. 

Una sensazione di apertura che viene enfatizzata dalle grandi vetrate sui lati lunghi, segnate solo dal disegno modulare del serramento, che traguardano verso il paesaggio alpino circostante. Un effetto che gioca sulle riflessioni date dalla pavimentazione interna che proietta all’interno la luce esterna e i colori dell’ambiente circostante.

Leggerezza ed equilibrio



Ad emergere è la leggerezza complessiva dell’intervento, grazie ai materiali e alle forme della copertura, uno spazio che grazie alla sua struttura e ad alcuni accorgimenti progettuali – come lo sbalzo della copertura – consente una giusta protezione dagli agenti atmosferici ma anche un corretto sfruttamento degli apporti solari, riducendo i costi di climatizzazione.

La ricerca di un equilibrio con il paesaggio e con le istanze del territorio trovano nella semplicità e nella leggerezza gli strumenti di innovazione del linguaggio, guardando alla tradizione e spingendo in avanti il discorso strutturale, giocando con la geometria e con i riferimenti.



Dati del progetto

  • Superficie: 6.400 m2 
  • Volume: 79.000 m3 
  • Dimensioni: 112 m x 57 m x 14 m 

building

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