nuovo picchio MCA S.Felice @Daniele Domenicali

L’architettura della Ricostruzione

Progetti

Con la costruzione del Centro Socio Sanitario residenziale “Nuovo Picchio” si conclude il laboratorio di Mario Cucinella nei luoghi del terremoto dell’Emilia

A distanza di 7 anni dal terremoto che colpì l’Emilia il 29 maggio 2012 è stato inaugurato il Centro Socio Sanitario residenziale per portatori di disabilità “Nuovo Picchio” di San Felice sul Panaro, l’ultimo dei cinque progetti del Workshop "Ricostruzione" ideato dall’architetto Mario Cucinella.

Il Laboratorio “Ricostruzione” per progettare cinque “pillole di bellezza”

Il progetto, guidato dallo studio Mario Cucinella Architects, ha portato alla realizzazione di cinque opere nelle provincie colpite dal terremoto, “cinque pillole di bellezza” configuratesi lungo un percorso, un laboratorio dagli esiti “fisici” e sociali. Il tema del Workshop "Ricostruzione" aveva già in nuce il tema e l’obiettivo progettuale da realizzare: “Costruire per ricostruire”.

Il laboratorio ha visto coinvolti sei giovani architetti e ingegneri sotto i 30 anni, selezionati su oltre 160 candidature, che hanno lavorato insieme all’Architetto Mario Cucinella per realizzare delle opere d’interesse pubblico. Giovani che non solo hanno avuto la possibilità di seguire un percorso di crescita e di formazione ma che hanno partecipato direttamente alla ricostruzione del loro territorio, interrogandosi sulle questioni fondamentali poste dall’architettura, che doveva rappresentare una rinascita e una ricostruzione dopo il trauma del terremoto. Una possibilità di intervento che vedeva come linee guida la qualità e la bellezza all’interno di un’operazione di promozione dell’architettura e delle terre dell’Emilia. L’ambizione dell’iniziativa era, dunque, quella di dare forma attraverso l’architettura ai nuovi bisogni di aggregazione, di ritrovo e di riferimento ad un luogo drammaticamente ferito dal sisma.

Risposte concretizzatesi in cinque interventi, cinque “pillole di bellezza”, che puntavano a dimostrare che la qualità nell’architettura può, o meglio, deve diventare contagiosa, creando nuovi spazi di riferimento per gli abitanti: ibridi funzionali che generano nuovi luoghi pubblici.

Queste risorse hanno prodotto degli edifici che abbiamo chiamato “pillole di bellezza” con il convincimento che la qualità debba diventare contagiosa. Vogliamo che i luoghi prescelti diventino un punto di riferimento dei cittadini e per questo abbiamo creato le condizioni per un processo partecipato. Spazi ibridi che assolvono a diverse funzioni e che hanno permesso di creare nuovi luoghi pubblici, architetture che rispondono ai criteri di efficienza energetica e sostenibilità.

I setti anni di workshop hanno visto la realizzazione di cinque luoghi: la Casa della musica di Pieve di Cento (Bologna), il Centro Ricreativo “Hub Oltrepò Mantovano” di Quistello (Mantova), il Centro Polifunzionale Arti e cultura di Bondeno (Ferrara), la Scuola di Danza di Reggiolo (Reggio Emilia) e, infine, il Centro Socio Sanitario “Nuovo Picchio” a San Felice sul Panaro (Modena).



Il Centro Socio Sanitario residenziale per portatori di disabilità “Nuovo Picchio”, inaugurato il 1° giugno, è stato realizzato grazie alla generosità dei lavoratori e delle imprese che hanno accolto l'invito del trust “Nuova Polis” (Confindustria, CGIL, CISL, UIL e Confservizi) a contribuire alla rinascita dei territori colpiti dal sisma. Nel Fondo sono confluiti i contributi volontari dei lavoratori e delle imprese di tutto il Paese, per un totale di circa 7.700.000 di euro

L’architetto Mario Cucinella ha affermato: 

Termina con questo edificio la grande esperienza, maturata in questi anni, sulla ricostruzione. Ultimo intervento, ma di grande rilevanza per le comunità locali. […] Ancora una volta l’esempio della ricostruzione dell’Emilia-Romagna ha mostrato come sia possibile ricostruire meglio di prima e con attenzione ai bisogni delle comunità. Il Centro Socio Sanitario “Nuovo Picchio” sarà un luogo di grande e nuova felicità, sia per le persone ospitate, sia per le famiglie che devono affrontare difficoltà con uno straordinario coraggio. L’architettura è stata punto di partenza di questo percorso collettivo e si è mostrata come uno strumento potente e soprattutto utile.



Il “Nuovo Picchio”: uno spazio permeabile e senza barriere

Il “Nuovo Picchio” è una struttura destinata ad accogliere fino a 22 ospiti con gravi disabilità e che servirà un bacino d’utenza di nove comuni dell’area nord della provincia di Modena. Uno spazio senza barriere, progettato attorno al concept dell’archetipo del fienile, completamente permeabile grazie alle ampie vetrate, instaurando così un rapporto visivo tra interno ed esterno. Un’architettura “terapeutica”, dove le aree verdi sono studiate secondo i principi dell’healing garden che permettono di favorire e migliorare la salute e il benessere degli ospiti attraverso la scelta delle specie vegetali e il disegno dei percorsi pavimentati.

Inoltre la scelta del tetto a falde, forma simbolo dell’abitazione, comporta un’immediata associazione alla casa, qualità importante per comunicare sicurezza ai ragazzi che la abiteranno. L’edificio del Centro si compone di 4 corpi aggregati, compenetrati l’uno all’altro, creando così uno spazio unitario all’interno ma lasciando esternamente la percezione di volumi distinti



Nello specifico, il fronte principale su via Garibaldi è uno spazio senza barriere, completamente permeabile. Un piccolo spazio pubblico donato alla città che aumenterà la relazione tra i ragazzi che usufruiranno della struttura e la cittadinanza, anche grazie alle grandi vetrate.

La tecnologia costruttiva in legno X-LAM e la scelta di stratigrafie completamente a secco hanno, poi, ridotto i tempi di cantiere e garantito alla struttura elevate prestazioni termico-acustiche. La progettazione passiva, combinata con l’uso di impianti a elevata efficienza energetica alimentati dalla rete di teleriscaldamento, insieme con il recupero delle acque piovane, hanno così garantito la certificazione dell’edificio in classe energetica A

Il progetto del “Nuovo Picchio” si colloca, dunque, all’interno di un’esperienza partecipata e fortemente radicata sul territorio. Un intervento che segue e chiude idealmente il percorso intrapreso dal Workshop "Ricostruzione" attraverso un’architettura attenta ai futuri fruitori, dove ad emergere sono i principi innovativi della costruzione edilizia e della comunità.



Foto di Copertina: Daniele Domenicali

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