Formazione per gli architetti con film. Corsi FAD asincroni per architetti

 

Film sull'architettura
per la formazione

Realtà unica nell'ambito della formazione professionale per gli architetti, Isplora si differenzia dai tradizionali corsi online offrendo corsi FAD asincroni che, attraverso la visione di film sull’architettura, danno diritto all’ottenimento di crediti formativi.
Istruttivi, coinvolgenti e di qualità cinematografica, i nostri film sono monografie complete sui progetti dei più noti nomi dell’architettura contemporanea, condensate in video di 1 ora.
L’unicità del progetto Isplora è rendere la formazione per gli architetti interessante e di alto livello con una narrazione accattivante.
Fruire dei nostri corsi sarà divertente come seguire una serie su Netflix!
Guarda i trailer dei nostri film per scoprire di più.

Lorenzo Guzzini, fondatore di lorenzoguzziniarchitecture e laureato a Mendrisio con Manuel e Francisco Aires Mateus, esplora e sperimenta lo spazio, indagando la forma, la luce e il tempo attraverso le tensioni tra gli elementi. Compressione e dilatazione, pieni e vuoti, luci e ombre definiscono la grammatica di un linguaggio architettonico che scrive e compone la propria sintassi sull’esperienza sensoriale. Sottesi a questi principi, i progetti sull’abitare si radicano nel proprio territorio nella complessa dicotomia tra tradizione e innovazione, dove la costruzione diviene un processo di continua conoscenza, rispetto e reinterpretazione tra le pratiche del costruire di un tempo ed il sapere di oggi. Così, la Casa del Tè nasce sul pendio che si adagia lungo il Lario e fa uso di tecnologie costruttive nel rispetto del luogo, delle risorse locali e della sua morfologia. Un’opera complessa le cui grandi falde si modellano per proteggere ed accogliere uno spazio raccolto, un focolare domestico di volumi scolpiti tra luce e ombra, dove ogni soglia tra gli ambienti è soppesata con consapevolezza e precisione. La riscoperta del genius loci come tempo del luogo, le vibrazioni della natura e i rituali dell’abitare, il volto mutevole dell’acqua e la rilettura del paesaggio e delle sue trasformazioni percettive attraverso la luce, i suoi riflessi e la sua diffusione, come traduzione di un’epifania attraverso la materia. L’alchimia dei materiali esposti al passaggio del tempo, come una patina che si modifica, da architettura a rovina.

Lorenzo Guzzini Architecture

Lorenzo Guzzini Architecture

Nato a Recanati nel 1983, frequenta l’Accademia di Architettura di Mendrisio, in Svizzera, in cui si laurea nel 2008 con i professori Manuel e Francisco Aires Mateus. Nel 2009 vive a Londra in cui accumula esperienze architettoniche nello studio Patrick Linch Architects e artistiche. Torna a Como nel 2010 e inzia l’attività di architetto e la ricerca sulla luce attraverso le sculture in gesso. Comincia la progettazione di “Casa G” nel centro di Como nel 2010 che termina nel 2013. Lo stesso anno inizia le due case sul lago “Casa del té” e la “Casa Goma”, finite nel 2015 e nel 2018. Nel 2014 si trasferische per alcuni mesi a Dublino, dove collabora con lo Studio “Carson&Cruschel” e entra in relazione col “Dublin Institut of Technology”. Dal 2014 inzia a ricevere una serie di riconoscimenti nazionali e internzionali come architetto per i risultati costruttivi ottenuti dalla commistione del lavoro tra architettura e scultura. Nel 2015 fa la prima mostra d’arte personale e da quel momento iniziano i riconoscimenti anche dal mondo dell’arte fino alla selezione nel 2017 per la Biennale Europea “Jeune Creation Europeenne”. Dal 2016 collabora al Politecnico di Milano come assistente alla protettazione con i professori Nikos Ktenas e Pierre Alain Croset. Nel 2019 apre lo studio-atelier “lorenzoguzziniarchitecture” in cui continua il lavoro di commistione tra architettura e arte.

Lorenzo Guzzini esplora e sperimenta lo spazio, indagando la forma, la luce e il tempo attraverso le tensioni tra gli elementi.

Re-Habitare, re-habitare il pianeta, come percorso di ricerca e di cambiamento, un modus operandi e un approccio trasversale al progetto.

Costruire edifici passivi in climi caldi. Architettura passiva come proposta operativa per prendersi cura del territorio.

Firmato Archea Associati, Cantine Antinori è un esempio di architettura in simbiosi con il paesaggio antropomorfico del Chianti.

Slow architecture come obiettivo, come traiettoria progettuale e come intelaiatura di un’architettura progressiva.

Il corso valevole 1 cfp racconta quattro esempi di abitazioni che hanno aperto le porte durante Open House con le parole degli architetti.

“Costruire sul costruito”: riuso e recupero attraverso il progetto minuto è il tema della lezione, trattato attraverso riferimenti importanti.

Una selezione Isplora mirata sull’esperienza italiana nel design del F&B. Un approccio in equilibrio tra tradizione ed internazionalità.

L’ArchiTALKS di Piero Lissoni esplora l’agire individuale e il dialogo, proporzioni ed errori, i progetti di design e quelli di architettura.

L'architetto Duilio Damilano, ripercorre le forme dell’abitare interpretando, attraverso il progetto, un modo di vivere attento al paesaggio.

Uno dei più importanti architetti internazionali racconta la sua visione di architettura, in cui il disegno è fondamento per la ricerca progettuale.

Il progetto integrato come modus operandi nello sviluppo di programmi e opere complesse. Un itinerario cavallo fra discipline e competenze.

LDA.iMdA e la loro proposta innovativa di “architettura per contesti fragili”, dove il progetto è strumento di dialogo con il territorio.

Situato all’angolo tra due direttrici, The Corner di Atelier(s) Alfonso Femia diventa un’occasione per Milano, un progetto flessibile e innovativo.

Il progetto di Cino Zucchi e Park Associati si pone come landmark nel paesaggio dolomitico, icona nel territorio e nelle scelte compositive.

L’arch. Femia esplora il tema dell’architettura in rapporto con la città, in un dialogo con le sue forme e le sue trasformazioni.

La lezione di ARW tratta la site specific architecture come una modalità di progettare, partendo da un luogo, dialogando e lavorando su questo.

La ricerca di identità diviene la chiave per un’architettura “fatta per il luogo”, in cui il progetto è parte integrante del territorio.

Nella lezione dell’architetto Carlo Ratti emerge un'idea di architettura che muove dalla “volontà di partire dal presente per cercare di cambiarlo”.

La dialettica fra costruito e non costruito è alla base della ricerca di LAND: il paesaggio diventa una visione su società, urbanistica e suolo.

La lezione si snoda a partire dalla biografia dell’architetto Cherubino Gambardella, nato nel 1962 a Napoli, musa e riferimento del suo lavoro.

Lo studio Piuarch, fondato a milano nel 1996, si racconta affrontando il tema della multidisciplinarità della professione architettonica.

Gli architetti Migliore e Servetto si raccontano dalle radici torinesi per arrivare ad un’architettura in cui il tempo è unità di misura dello spazio.

La narrazione segue la biografia dell’arch. Andrea Boschetti, formato allo IUAV con i maestri Bernardo Secchi, Gino Valle e Manfredo Tafuri.

Da un lato Junko Kirimoto all’università di Kyoto tra architetti come Shin Takamatsu; dall’altro Massimo Alvisi a Firenze, con lavori con Herzog e Piano.

La lezione dell’arch. Renato Rizzi, docente allo IUAV di Venezia, affronta il ruolo della forma e del luogo nella pratica progettuale.

A Bolzano nasce il NOI Techpark, collocato nell’area ex Alumix, testimonianza di archeologia industriale degli anni ’30.

Recuperare l’esistente, migliorando le prestazioni ambientali degli edifici con azioni di retrofitting. I due progetti dello studio milanese Park Associati.

Nel 2004 Future Systems vince il concorso per il museo Ferrari, con il recupero della casa natale e il nuovo edificio che richiama un auto da corsa.

La lezione esplora l’attività progettuale dell’architetto e designer nella sua amata Firenze, città emblematica per gli anni ’60-’70.

Il viaggio come strumento di connessione tra professione e passione è il filo narrativo della lezione tenuta da Italo Rota.

La formazione dell’arch. Pujatti, con i maestri Gino Valle, Aldo Rossi e Manfredo Tafuri, all’incontro con Gehry, Morphosis e Coop Himmelb(l)au.

Il padiglione Italia a Dubai fa del recupero e della visione al futuro il proprio itinerario.

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Pensare con le mani, il progetto di architettura che si muove e si sviluppa attraverso la complessità, i territori e la materia.

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Un viaggio, quello di Maurizio Lai, attraverso architettura, design e scenografia, dove la materia gioca con la luce.

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Mediterraneità come modalità di approccio al progetto, come relazione con i suoi elementi: materie e forme, storia e paesaggio.

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Abitare Mediterraneo, lavorando nel e con il paesaggio, il mare e il vulcano.

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Tra boschi e vigneti, nuclei storici e architetture vernacolari, si situa il lavoro e la riflessione dell’architetto Alfredo Vanotti.

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Il racconto della complessità urbana, restituendo meccanismi e forme, percezioni e attraversamenti, proiettando l’architettura sullo sfondo.

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L’ArchiTALKS dello studio 3C+t Capolei Cavalli è il racconto di un percorso progettuale lungo, proponendo una pratica “versatile” e “sartoriale”.

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