AMAA - ArchiTALKS: le riflessioni sui meccanismi di valorizzazione e recupero del patrimonio architettonico e industriale. - ISPLORA

Trailer ArchiTALKS - AMAA



La lezione esplora il pensiero, la maniera e la pratica di AMAA, studio fondato da Marcello Galiotto e Alessandra Rampazzo nel 2012 a Venezia e con sede parallela dal 2015 ad Arzignano (Vicenza), risultato di un’unione di intenti e di una sensibilità progettuale maturata grazie all’esperienza al fianco di Massimo Carmassi e Sou Fujimoto. 

Risultato di un lungo processo di lettura, elaborazione e restituzione critica e atto collettivo, l’opera d’architettura diviene sunto di una maniera di lavorare in equilibrio tra tre importanti momenti del “fare” progettuale: theory (o teoria), order (ordine) e final outcome (risultato). Tre momenti non consecutivi, ma costituiti da continue relazioni che si articolano in maniera unica – da progetto a progetto – e complessa tra le diverse fasi, ridiscutendone talvolta anche alcuni passi.

Teoria è sintesi di un
background culturale che raccoglie riferimenti ed esperienze provenienti da discipline affini o lontane, manifestandosi attraverso l’idea. Un’idea che viene poi tradotta progettualmente attraverso l’ordine, fase in cui il progetto si inserisce consapevolmente nel contesto e nelle stratificazioni del tempo, attraverso la contestualizzazione tecnica e pragmatica del pensiero. Per poi arrivare a concretizzarsi passando alla costruzione, alla matericità e, quindi, al risultato finale.

In AMAA Workshop, uno spazio di lavoro all’interno dell’ex edificio industriale Pellizzari ad Arzignano (Vicenza), tutto questo è reso possibile. L’idea - essenza primordiale e forza motrice del progetto - permane attraverso le fasi di realizzazione dello spazio, consentendo all’architettura di prendere forma in maniera organica con il suo contesto, inserendosi nel rispetto della sua storia e dei suoi valori

Così, l’attenzione per l’integrità della materia, per il passato industriale, come per l’approccio, definisce uno spazio dalle proporzioni equilibrate, capace di integrarsi nel passato, nel presente e nel futuro del luogo con “sincerità”: materiali grezzi, rovinati e usurati che portano con sé quella patina, quella memoria e quei racconti “non-finiti” che solo il tempo riesce a tracciare indelebilmente sullo spazio.
Una rigenerazione di un contesto urbano consolidato attraverso un “atto collettivo” in cui l’architettura, intesa attraverso la sua componente socio-culturale, non è che un mezzo per la ricucitura dei frammenti e delle cattedrali di archeologia industriale di un territorio ex-produttivo.

Un simile approccio si concretizza anche nel caso di Atipografia, uno spazio espositivo dedicato a mostre e ad eventi riportato alla vita, o nel progetto di Una Scala per il restauro di una barchessa seicentesca, dove emergono nuovamente le riflessioni sul rispetto del patrimonio, della materia e del suo tempo, in un rapporto tra antico e nuovo – o esistente e nuovo – che cerca di comprendere, interpretare e valorizzare la natura di entrambe le parti.
Perché questo avvenga, si rende fondamentale un rapporto di onestà intellettuale reciproca tra architetto e committente. Un rapporto che lega le due parti in maniera consapevole, come testimoniano illustri collaborazioni come il rapporto tra Carlo Scarpa e l’ingegner Olivetti, in cui si rendono fondamentali non solo la condivisione di energie e risorse, ma anche e soprattutto una comunione di valori e intenzioni rivolte a riattivare e valorizzare il potenziale di un territorio.

Obiettivi formativi

  • Approfondire le questioni legate al rapporto tra architettura e rigenerazione, inteso come il lavoro su contesti in crisi e in rilancio culturale, economico e sociale, intendendo l’atto del progetto come “collettivo” sia nell’approccio che nel risultato; 
  • Evidenziare possibili risposte al rapporto con il patrimonio esistente, con l’archeologia industriale e l’antico, proponendo strategie di rifunzionalizzazione che mettono al centro il progetto di architettura come elemento di ricucitura e rigenerazione;
  • Illustrare i progetti di AMAA Office, studiandone il linguaggio composistivo e la loro collocazione nel contesto, valutandone gli aspetti tecnologici e costruttivi, oltre che il lavoro d’attenzione nei confronti della questione sismica ed insediativa del nuovo intervento all’interno di spazi interclusi; 
  • Esplicitare i temi propri della professione, il ruolo dell’architetto nell’ascolto e nella traduzione di istanze, necessità, risorse ed energie, oltre allo stretto rapporto con la committenza e il lavoro in team nelle diverse fasi del progetto. 

indietro

Crea un account

Se non hai già un account clicca il pulsante qui sotto per creare il tuo account.

Crea account

Per ricevere crediti formativi riconosciuti dall'AIA (American Institute of Architects) clicca qui.

Crea un account

indietro