Monograph - Mijic Architects - ISPLORA

Teaser Ali e radici



Un racconto, una lezione sul progetto inclusivo attraverso la pratica di Mijic Architects, studio internazionale con sede a Rimini, Darmstadt e Belgrado. Una visione europea del progetto e del “fare architettura” applicata al concepimento dell’opera, come alla sua realizzazione, grazie all’incrocio di culture e geografie che si riverberano sul lavoro dello studio, dalla professione alla ricerca.

Dopo la collaborazione con Renzo Piano Building Workshop a Genova, esperienza durante la quale Eduard Mijic segue il progetto della chiesa di Padre Pio a San Giovanni Rotondo, in Germania con Von Gerkan, Marg und Partner ad Amburgo ed Herzog Architekten a Monaco, Mijic Architects nasce a Rimini, studio d’architettura al quale si uniscono nel 2014 l’ingegner Orietta Villa e, nel 2020, l’ingegner Mirko Boccalini.

Tra multidisciplinarità ed internazionalizzazione, il progetto è inteso come un articolato processo di sintesi e comprensione, come relazione e commistione di discipline, tra diverse anime e competenze, per restituire la ricerca sulla complessità dei luoghi, dei territori, delle economie e, contemporaneamente, dell’architettura. Una prassi cucita sulle diverse esperienze dei membri dello studio, capaci di interpretare e commisurare ogni singolo intervento sul suo luogo di appartenenza.

“Fare progetto”, attraverso un pensiero concreto, tenendo insieme architettura e ingegneria, ali e radici, un approccio creativo ed uno pragmatico, linee parallele in continua tensione ed equilibrio tra visione e dialogo, materia e tecnologia. Un progetto relazionale capace di leggere e tradurre le istanze del territorio, della società, delle amministrazioni locali e della committenza in luoghi del vivere. 

Ne sono esempio i diversi progetti per gli spazi e le architetture pubbliche, quale l’intervento per Piazzale Kennedy a Rimini, necessario alla città per assolvere a questioni di natura tecnologica di controllo e contenimento idraulico delle acque piovane, ripensato poi in chiave architettonica così da dar vita ad un luogo di inclusione, accessibilità e connettività sociale

Ancora, il Polo Fieristico, il New Conference Centre di Rimini e l’ambasciata tedesca a Belgrado, luoghi in cui il progetto architettonico esplicita concretamente il proprio ruolo di responsabilità civile, culturale e politica nei confronti della comunità.

Interpretazione, sperimentazione e innovazione: un progetto attento agli sviluppi tecnologici ed ai cambiamenti della società contemporanea, capace di lavorare su composizione, forma, materia e funzioni ed approfondire diversi ambiti tipologici e multiscalari, dall’architettura scolastica, aperta e flessibile, a quella ospedaliera, fino agli spazi dello sport e della velocità nelle diverse realizzazioni per il Circuito di Misano.

Consapevolezza e responsabilità come parametri fondamentali non solo per il processo creativo, culturale e costruttivo dell’opera, ma anche per le dinamiche di trasformazione e rigenerazione urbana, in cui si manifesta il ruolo dell’architetto e dell’architettura all’interno della comunità e del contesto storico: la relazione con Rimini ed il suo passato, lo scambio culturale tra le diverse comunità europee, l’integrazione di nuovi modelli e tecnologie applicative, dal disegno al BIM, lo spazio fisico e percettivo del progetto, tra proposta, cantierizzazione ed utilizzo. 

Un progetto a misura e su misura, nella continua ricerca di un possibile equilibrio, tenendo insieme ricerca e contestualizzazione, progressione in avanti e memoria dei luoghi, dialogo e visione. Il lavoro sul tempo e nel tempo, una riflessione attenta e sensibile, ali e radici di ieri, oggi e domani.

Obiettivi formativi

  • Approfondire le questioni di trasformazione e rigenerazione architettonica ed urbana, in Italia come in Europa, attraverso differenti casi studio, dall’architettura pubblica ai poli fieristici e culturali, dal progetto scolastico a quello ospedaliero, passando attraverso gli spazi dello sport;  
  • Identificare l’approccio progettuale alla grande scala per il disegno e la costruzione di spazi pubblici, intrecciando questioni di natura tecnologico-ingegneristica per il contenimento delle acque piovane, a temi di natura architettonica, compositiva, sociale e culturale. Le esigenze, le difficoltà e gli obiettivi. Gli strumenti della pianificazione e della progettazione, i principi del luogo e l’attenzione al territorio; 
  • Approfondire il tema dell’interdisciplinarità ai diversi livelli, gli obiettivi e gli strumenti necessari, a partire dall’uso consapevole del BIM nel controllo del processo progettuale in ogni sua fase, fino all’importanza di un lavoro di team-working che si costruisca su competenze diverse, complementari e collaborative; 
  • Comprendere il dialogo tra progettista, imprese e committenza, oltre che amministrazione e Soprintendenza, nella ricerca di compromessi progettuali e procedurali, per la realizzazione di opere capaci di inserirsi coerentemente nel contesto urbano e territoriale.

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