L'AIA premia i migliori progetti di design d'interni del 2019 - ISPLORA
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Tradizione e futuro negli interni americani

Progetti

L’American Institute of Architects ha premiato i nove progetti di interni del 2019.

L’American Institute of Architects (AIA) ha da poco annunciato i vincitori dell’Interior Award 2019, un programma che ha l’obiettivo di celebrare gli spazi interni più innovativi e spettacolari. In particolare, il premio ha l’obiettivo – come descritto dallo stesso istituto americano – di selezionare “interni impressionanti di edifici che lasciano il segno sulle città, i luoghi e gli spazi in cui viviamo e lavoriamo”*.

I vincitori del 2019 sono nove progetti, realizzati negli Stati Uniti e in altre regioni del mondo, che comprendono una varietà di spazi e programmi diversi: negozi e spazi di rappresentanza di aziende, un luogo di culto e un tribunale, un centro di riabilitazione, un ristorante, uffici e un centro eventi. I progetti selezionati dalla giuria, composta da cinque membri dell’American Institute of Architects, “dovevano dimostrare il risultato compositivo, includendo il senso del luogo e dello scopo, dell'ecologia e della sostenibilità ambientale e della storia”**.

La lista dei vincitori comprende nomi più o meno noti al grande pubblico, grandi società di ingegneria e architettura – come Gensler e SOM (Skidmore, Owings & Merrill) premiati entrambi due volte – insieme a studi di architettura di fama mondiale (BIG-Bjarke Ingels Group) e a studi americani fortemente radicati sul territorio:

Apple Store, New York, NY, Bohlin Cywinski Jackson;

Design Office, Austin, Texas, Alterstudio Architecture;

Hyundai Capital Convention Hall, Seoul, Corea del Sud, Gensler;

New United States Courthouse, Los Angeles, LA, Skidmore, Owings & Merrill LLP;

Noma, Copenhagen, Danimarca, BIG-Bjarke Ingels Group;

Optimo, Chicago, IL, Skidmore, Owings & Merrill LLP;

Shirley Ryan AbilityLab, Chicago, IL, HDR + Gensler + Clive Wilkinson Architects;

St. Pius Adoration Chapel and Prayer Garden, New Orleans, LA, Eskew+Dumez+Ripple;

Studio Dental II, San Francisco, CA, Montalba Architects.

Gli spazi interni che emergono da questa selezione dialogano con la storia e con il patrimonio costruito, come nel caso dell’Apple Store, dove il riutilizzo passa dal restauro di un edificio Beaux Arts, o in quello di Optimo dove lo studio Owings & Merrill propone il recupero di un antica caserma dei pompieri per farne uno spazio per la produzione e la vendita di cappelli di lusso. Altre proposte sono per uffici flessibili, quelle di Montalba Architects e Alterstudio, dove l’estetica moderna prende forma nella ristrutturazione di fabbricati storici, progetti che fanno da contraltare agli interni che mettono al centro il carattere “pubblico” degli edifici che li contengono, come nel caso di SOM.

Agli estremi di questa oscillazione, tra recupero e nuovi spazi pubblici, troviamo il progetto “biologico” di BIG quello “tecnologico” di Gensler.

In Noma troviamo il calore il calore del legno e del laterizio, mentre nella Hyundai Capital Convention Hall l’occhio si perde nel bianco infinito delle resine e dei muri. Il progetto di Bjarke Ingels Group per il nuovo ristorante pluristellato Noma a Copenhagen, costruito sul sito di un ex magazzino militare, è immaginato come un “intimo paesino culinario” nel verde. Al centro del progetto vi è l'idea di dissolvere le singole funzioni del ristorante e di organizzarle in una collezione di edifici separati e al contempo collegati, raggruppati attorno al cuore del ristorante: la cucina. Da questa posizione centrale si ha una panoramica su tutto il ristorante, consentendo così ad ogni ospite di vedere e seguire tutto ciò che solitamente accade dietro le quinte.

Le sale da pranzo sono volumi lignei attraversati dalla luce provenienti dal lato e dal lucernario del soffitto, qui il calore conviviale prende forma anche grazie alle pareti costituite da assi di legno sovrapposte. Le grandi vetrate esplicitano un nuovo rapporto con la natura, con le sue stagioni, denunciando così le scelte gastronomiche del ristorante. Infatti, all’esterno si trovano tre serre utilizzate come orto, cucina di prova e panetteria. I diversi edifici sono poi collegati da percorsi vetrati che mettono in comunicazione spazi accoglienti e diverse tecniche costruttive – oltre che materiali – tipicamente nordici. Non è un caso poiché Noma è in realtà una parola composta di due termini danesi: "nordisk" e "mad", ossia “nordico” e “cibo”.




Nel caso del quartier generale di Hyundai Capital, progettato da Gensler a Seoul, la parola d’ordine è flessibilità. Infatti, lo spazio interno della Convention Hall cambia di conformazione a seconda delle necessità: sessioni di formazione e riunioni aziendali, oltre che conferenze ed eventi. Funzioni diverse, come anche il pubblico, che hanno portato lo studio Gensler ad optare per un’esperienza visiva minimalista e un approccio tecnologico, sia nell’acustica che nell’illuminazione.

Nella Hyundai Capital Convention Hall molti sono i rimandi al logo dell’azienda, la “H” stilizzata, e al ciclorama degli studi fotografici. In questo caso l’ambiente avvolgente è dato da un'esperienza completamente bianca, enfatizzata dal pavimento in resina lucido, dalle pareti e dal soffitto bianchi tagliati solo da strisce luminose. A cambiare è la percezione, che si dissolve in un unicum di luce e spazio, immergendo l’osservatore in una sensazione che sfuma tra arte e architettura.  

Fonte - AIA (American Institute of Architects) 


*Impactful building interiors make their mark on the cities, places, and spaces where we live and work

** All projects must demonstrate design achievement, including a sense of place and purpose, of ecology and environmental sustainability, and of history.

building

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