Herzog&deMeuron-forum-uzh-esterno-laterale

Il progetto topografico di Herzog & de Meuron

Progetti

Il dialogo con il contesto e con l’architettura nel nuovo forum per l’Università di Zurigo.

L'Università di Zurigo ha selezionato il progetto dello Studio Herzog & de Meuron per la costruzione del nuovo centro di insegnamento e apprendimento: il FORUM UZH. La proposta dello studio di Basilea si è infatti aggiudica il concorso architettonico per la costruzione del nuovo edificio per l’Università di Zurigo che riunirà al suo interno le facoltà di legge, economia e lingue moderne.

L’area su cui insiste si trova all’interno del campus universitario dell’Università di Zurigo (UZH) e del Politecnico Federale di Zurigo (ETH), in diretto confronto con gli edifici principali delle istituzioni universitarie e a poca distanza dal nucleo storico di Zurigo. Il progetto del FORUM UZH è stato presentato a Zurigo l’8 gennaio, in questa occasione Pierre de Meuron – uno dei due fondatori dello studio – ha rivelato:

"Il concorso pubblico per l'Università di Zurigo è stata una sfida entusiasmante e stimolante: come in qualsiasi competizione, è fondamentale non solo soddisfare le specifiche prescritte, ma anche anticipare e interpretare le esigenze e le aspettative spesso non espresse di clienti e utenti. Inoltre, come si è manifestato nel recente e controverso dibattito pubblico, le principali nuove costruzioni nel quartiere universitario e ospedaliero di Zurigo rappresentano una questione delicata. Il volume semplice e compatto del nostro progetto si armonizza con gli edifici vicini e dà loro spazio per respirare ".*

Jacques Herzog ha poi aggiunto come la proposta rappresenti “un premio attorno all'università, dove sempre più spazio è richiesto dalle diverse istituzioni al fine di garantire un futuro agli obiettivi di ricerca e insegnamento.”  L’architetto svizzero ha poi continuato ponendo una questione “Come, quindi, si possono creare spazi per le persone e per la natura?”.**

Il progetto del FORUM UZH di Herzog & de Meuron 



A questo proposito, il progetto sembra fornirci una possibile risposta, una chiave di lettura, che mette al centro del progetto di architettura il rapporto con il suolo e il rispetto del contesto esistente. Il progetto di Herzog & de Meuron risponde alla topografia del luogo attraverso un sistema di plinti e terrazze, arretrando rispetto al filo stradale e generando un nuovo spazio pubblico in dialogo – attraverso il forum – con il nuovo edificio universitario Il team di progettazione, che oltre allo studio internazionale Herzog & de Meuron si è avvalso della consulenza di b + p baurealisation ag, ha sviluppato una proposta che ha la sua forza nel mix delle funzioni e nella sovrapposizione di spazi destinati all’educazione (16.000mq), alla ricerca (14.000mq), alle attrezzature sportive (3.900mq), al forum (2.600mq), alla ristorazione (2.000mq) e a servizi legati all’università (2.300mq).

Il programma funzionale molto variegato si sviluppa su più di 40.000mq, l’equivalente di 5,5 campi da calcio, attraverso un programma che lavora principalmente su tre temi, tre rapporti: scienza e città; un nuovo centro per la formazione e per la ricerca; una piazza nel cuore del distretto universitario. Ai tre temi fanno da contrappunto tre mosse progettuali: l’arretramento rispetto al filo stradale dettato da Rämistrasse Gloriastrasse e dagli edifici storici che si affacciano su Rämistrasse, il basamento – definito come un “plinto topografico” – della piazza e delle corti interne, il volume indipendente vetrato destinato alla ricerca. A fare da snodo fra le diverse parti è il forum, un oggetto trasparente, un atrio destinato alla vita pubblica del campus, agli eventi e alle esibizioni. Ad essere messe in gioco sono sia la componente topografica che quella tipologica, contraddistinta da tre elementi così descritti dallo studio con sede a Basilea: “plinto sotterraneo, edificio indipendente e Forum”.



Il plinto, o meglio il basamento topografico è destinato all'insegnamento ed è caratterizzato da terrazze costruite nel pendio attorno ad una sala centrale: il Forum. Quest’elemento permette la transizione tra il dentro e il fuori attraverso un giardino che porta ad un volume trasparente su cinque livelli. Se il basamento interagisce con il quartiere e con il campus universitario, il forum funziona da snodo di questa funzione pubblica. Scopo diverso è quello dell’edificio indipendente di forma trapezoidale che pare sollevarsi da questi elementi per assicurare uno spazio separato destinato alla ricerca e allo studio, con aule e una grande sala lettura. La stessa pelle esterna, vetrata e schermata da brise-soleil curvi, da al contempo una duplice immagine: un monolite di pietra o un diamante trasparente e leggero.

Gli altri progetti di Herzog & de Meuron

Muovendo da questi elementi si può ricondurre l’analisi di questo edificio nella direzione dell’intenso lavoro di Herzog & de Meuron: dagli esperimenti per il Vitra, ai grandi musei come il CaixaForum Madrid o la riqualificazione della Tate Modern di Londra, sino alla milanese Fondazione Feltrinelli e al recente progetto per la Filarmonica di Amburgo. Così come per l’altra grande opera pubblica in costruzione a Zurigo, il Kinderspital, anche in questo caso l’attenzione è focalizzata sulle questioni della luce naturale e dell’indagine condotta sulle forme espressive, frutto di un’intensa ricerca compositiva e teorica che mette al centro il contesto in cui si collocano le architetture del duo di Basilea. 


*The public competition for the University of Zürich was an exciting and inspiring challenge. As in any competition, it is crucial not only to meet the prescribed specifications but also to anticipate and interpret the often unspoken needs and expectations of clients and users. Moreover, as made manifest in recent controversial public debate, major new construction in Zurich’s university and hospital quarter is a sensitive issue. The simple, compact volume of our project harmonizes with the neighboring buildings and gives them room to breathe.

**Space is at a premium around the university, more and more area is required for diverse institutions to guarantee a future for their research and teaching missions. How, then, can spaces be created for people and nature?  


Foto di copertina per gentile concessione di  Herzog & de Meuron

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