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Un UFO in mezzo ai boschi di Brunico

Progetti

Una baita di montagna, testimonianaza avanguardistica, si rinnova nel rispetto del suo passato

Tra gli abeti che ricoprono le montagne di Brunico (BZ), protetto dai freddi venti montani, si nasconde UFO, lo chalet di montagna disegnato dell’architetto austriaco Josef Lackner tra il 1972 e il 1973.

Un’architettura per una piccola casa vacanze concepita con forme avanguardistiche che sembrano ricordare quelle pensate da Peter Pichler per le “Tree Houses” o quelle utilizzate dall’architetto Gellner per il Villaggio Eni a Borca di Cadore negli anni ’50, per quello che era il sogno di Enrico Mattei, Ma nel caso del progetto di Lackner l’inclinazione del volume era ancora più accentuata e l’edificio era caratterizzato da pochi materiali e colori, da linee nette e pulite.

Tuttavia, con il tempo, l’edificio iniziò a presentare una serie di problematiche legate all’isolamento e alle infiltrazioni, conseguenze dirette del clima rigido montano, portando al suo completo abbandono. Nel 2017, la famiglia proprietaria, da cui deriva il nome attuale “Baita di montagna Gasteiger”, decise di recuperare la casa, commissionando i lavori di ristrutturazione all’architetto locale Stefan Hittalher, nel tentativo di preservare l’idea originaria e al contempo di riqualificare la struttura in termini di sostenibilità, comfort e vivibilità.

L'intervento di ristrutturazione della Baita di montagna Gasteiger



UFO si situa in luogo molto interessante dal punto di vista paesaggistico, affacciandosi su un paesaggio alpino meraviglioso. Dal punto di vista compositivo, la casa è un prisma a cinque lati che poggia su sei bassi pilastri di cemento. I vertici esterni sono angoli acuti, mentre nel punto centrale l’angolo diventa ottuso. Internamente nella stanza principale sono posizionati lateralmente due letti, mentre nel retro, a destra e a sinistra del camino e della cucina, altri due più piccoli.

Dal punto di vista compositivo il volume prismatico sembra fluttuare in mezzo alla foresta, sospeso su sei pilastri in cemento, creando così anche un espediente efficace per isolare l’abitazione. Inoltre il prisma a cinque lati presenta angoli acuti ai vertici esterni, come per insinuarsi con grazia tra gli alberi che lo circondano, ed un angolo ottuso al centro, che rappresenta il colmo della copertura.

L’involucro esterno originario completamente ammalorato è stato rimosso e sostituito nell’intervento di riqualificazione da tavole di larice, materiale scelto da Hittalher sia per mantenere un dialogo con la natura, sia per le prestazioni di questo tipo di legno, in termini di durabilità e resistenza alle condizioni atmosferiche.



L’interno dell’edificio, sviluppato su una superficie complessiva di poco più di 60 mq, è organizzato secondo l’impianto originario, con una pianta libera che distribuisce simmetricamente e funzionalmente gli spazi. L’area living è caratterizzata dal camino, elemento centrale dell’abitazione, a cui è stata inglobata la zona cucina. Lateralmente, in corrispondenza degli angoli acuti, sono posizionati gli spazi relax e due grandi letti, elegantemente nascosti dalle finiture in legno.

La baita UFO presenta, poi, una parte interrata posizionata a nord dell’abitazione, che ospita sanitari e doccia. Zona che è illuminata naturalmente grazie alla presenza di un cubo vetrato in telaio di acciaio, posizionato lungo le scale di accesso. Il sistema costruttivo dell’abitazione è costituito da un telaio in legno di larice dalla forma prismatica, scandito da un passo costante di 1m ripetuto per otto volte. 



La struttura portante è interamente rivestita, sia internamente che esternamente, da tavole in larice, integrate da uno strato isolante e da una membrana impermeabile per garantire il comfort internoL’intervento di recupero dall’architetto S. Hitthaler non prevede solo la riqualificazione formale e strutturale del progetto, ma anche la progettazione di un nuovo sistema impiantistico: attraverso il geotermico si ottiene l’energia che, grazie a tubature che arrivano fino a circa 100m di profondità, utilizza il calore proveniente dal cuore della montagna per soddisfare il bisogno energetico richiesto. 

I materiali utilizzati sono stati pensati in continuità con il pensiero progettuale originario e con la natura circostante, infatti il rivestimento esterno in larice – oltre alle sue prestazioni – presenta una colorazione che ingrigisce con il tempo, invecchiando così insieme alla casa stessa. Internamente un rivestimento di cemento grigio cerato sostituisce il vecchio pavimento in legno, caratterizzando il camino e tutte le superfici dell’interrato compreso il soffitto. L’abete, dai toni caldi ed accoglienti, è il materiale dominante, utilizzato per i rivestimenti interni e le finiture.

UFO: Una navicella fra le montagne



La facciata Nord e quella Sud sono quasi totalmente vetrate, permettendo così di godere dell’apporto della luce naturale per illuminare e scaldare la piccola casa vacanza. Per quanto riguarda gli infissi esterni sono stati realizzati in acciaio scuro con finestre a triplo vetro, mentre i nuovi telai di porte e finestre sono in lariceElemento centrale dell’affaccio verso il paesaggio è il terrazzo, sulla facciata Sud, che si protende in avanti con uno sobbalzo di 2,5 m, dilatando lo spazio abitativo verso l’esterno. 

Il terrazzo originario è stato rimosso e sostituito da una costruzione leggera in tavole quadrate di larice, sorretta da due travi in acciaio diagonali, fissate direttamente ai pilastri di fondazione. Il punto d’accesso all’abitazione è un elemento caratterizzante e che conferisce, insieme alla forma della casa, il nome UFO: una scala  scala retraibile in acciaio CortenScomparendo nella parete laterale, la scala produce un effetto spaesante, facendo fluttuare la piccola baita, proprio come una navicella extraterrestre.

L’intervento di recupero di Stefan Hitthaler porta con sé una proposta rispettosa del portato avanguardistico del progetto originario dell’architetto Lackner e al contempo innovativa nel sapiente uso dei materiali, nei nuovi dispositivi architettonici inseriti o ripensati – come la scala o il terrazzo – e nelle dotazioni impiantistiche che garantisco il comfort nell’utilizzo dell’abitazione.

Una casa, o meglio una navicella, UFO, che pur continuando a raccontare un tempo e un immaginario ben precisi, porterà con sé i segni del cambiamento e del rinnovamento all’interno di un contesto naturale fatto di boschi e montagne.



Dati del progetto

  • Ubicazione: Brunico (BZ)
  • Progetto: arch. Stefan Hittaler – Stefan Hittaler Architektur, Brunico (BZ)
  • Strutture: ing. Walter Sulzenbacher – Baukanzlei Sulzenbacher & Partenr, Brunico (BZ)
  • Struttura in legno: Plankensteiner Holzbau, Brunico (BZ)
  • Impresa edile: Daprà Manfred, Brunico (BZ)
  • Lavori: agosto 2017 – gennaio 2018
  • Superficie: 61,22 m2
Foto di Harald Wisthaler

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